pranayama come

Pranayama come

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Pranayama come farlo e come praticarlo al meglio.

Nelle pratiche di pranayama ci sono quattro importanti attività.

  • Pooraka (inalazione)
  • Rechaka (Espirazione)
  • Antar o antaranga kumbhaka (ritenzione del respiro dopo l’inspirazione, cioè con i polmoni pieni d’aria)
  • Bahir o bahiranga kumbhaka (ritenzione del respiro dopo l’espirazione, cioè con i polmoni svuotati quanto più possibile).
  • C’è anche un’altra modalità di pranayama che si chiama kevala kumbhaka. Questa è una fase avanzata di pranayama che si verifica automaticamente in alti stati di meditazione. La respirazione cessa e i polmoni fermano la loro attività e si ottiene una comprensione intuitiva delle verità superiori.

E’ un preludio essenziale e parte integrante del Kriya Yoga e di varie altre pratiche di meditazione. Il controllo del proprio respiro conduce al controllo del prana.

Manipolando il prana nel corpo psichico si è in grado di rendere la mente idonea all’esperienza meditativa. E’ uno strumento indispensabile.

La meditazione può essere vissuta senza pranayama, ma il pranayama è la “super ricarica”

Ramana Maharshi, che ha detto: “Il principio alla base del sistema dello yoga è che la fonte del pensiero da un lato e la forza del respiro dall’altro, sono una e sono le stesse. In altre parole, il respiro, le forze vitali, il corpo fisico e anche la mente sono tutte, comunque, forme di prana o energia. Pertanto, se una di esse viene effettivamente controllata l’altra viene portata automaticamente sotto controllo. Lo yoga mira a influenzare manolaya (sussistenza della mente) per mezzo del pranalaya (sussistenza del respiro e delle forze vitali), le quali sono indotte dalla pratica del pranayama.”

Pranayama come, le regole

La postura può essere qualsiasi posizione seduta comoda, preferibilmente su una coperta. Le asana meditative, Sukhasana e vajrasana sono particolarmente adatte in questa prima fase praticheremo le asana meditative migliori per il pranayama – padmasana, siddhasana… Ricordate che il corpo deve essere rilassato e la schiena tenuta diritta, senza alcun sforzo.

Gli indumenti dovrebbero essere leggeri e larghi, questo è importante per consentire all’addome di espandersi senza restrizioni durante l’inspirazione profonda.

Il luogo della pratica dovrebbe essere pulito, silenzioso e adeguatamente arieggiato

Se possibile provate a praticare nello stesso luogo ogni giorno. Il momento migliore per la pratica è la mattina presto dopo le asana e prima della meditazione.

Si dovrebbe praticare almeno mezz’ora prima di assumere del cibo e quattro ore dopo i pasti.  Al fine di ottenere i maggiori benefici dal pranayama una ragionevole moderazione nel mangiare è essenziale. È meglio svuotare anche l’intestino, prima della pratica. Non si deve assolutamente respirare attraverso la bocca a meno che non sia una particolare pratica di pranayama a richiederlo. Pertanto, jala neti dovrebbe essere fatta prima di iniziare la pratica. La consapevolezza è una parte essenziale del pranayama.

Pranayama come, lentamente ma inesorabilmente

Una respirazione forzata e violenta non è pranayama.

La respirazione deve essere controllata e senza alcuno sforzo.

I principianti, in particolare, dovrebbero lentamente e sistematicamente sviluppare sempre di più il controllo sulle funzioni respiratorie. Se si cerca di padroneggiare il pranayama in una settimana forzando l’inspirazione, la ritenzione e l’espirazione si svilupperanno, sicuramente, più problemi che benefici.

Il motto è ‘lentamente ma inesorabilmente’.

Se sviluppate disagio chiedete il parere ad un insegnante di yoga competente.

Parte del testo è tratto dallo studio e dalla pratica dai maestri Swami Sivananda Saraswati e Swami Satyananda Saraswati

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